25 Settembre 2026
Un’indagine di Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon fotografa la crescita esponenziale del gioco d’azzardo nei centri tra 2 e 10 mila abitanti: servono trasparenza e regole più severe.
Una crescita senza sosta
Il gioco d’azzardo in Italia continua a crescere senza sosta: negli ultimi dieci anni l’aumento è stato del 72 per cento, e di questo passo entro il 2029 si potrebbe superare la soglia dei 200 miliardi di euro giocati in un anno. A fronte di utili sempre più alti per le grandi multinazionali del settore, le entrate fiscali per lo Stato si riducono progressivamente.
L’indagine sui piccoli comuni
È quanto emerge dalla terza edizione dell’indagine “Non così piccoli”, promossa da Federconsumatori, Cgil e Fondazione Isscon, che per la prima volta ha analizzato nel dettaglio il fenomeno nei comuni tra 2 mila e 10 mila abitanti, dove vive quasi un quarto della popolazione italiana. Su oltre 3.100 comuni esaminati, nel 2025 sono stati giocati 34,7 miliardi di euro, con perdite complessive di 4,6 miliardi: un dato che colloca l’Italia al primo posto in Europa per questo tipo di perdite.
Il peso crescente dell’online
Un elemento su cui l’indagine pone particolare attenzione è la crescita del gioco online, che nei piccoli comuni ha ormai superato il 63 per cento del totale, contro il 61 per cento della media nazionale. Ancora più significativo il fatto che, in proporzione, le perdite nei piccoli centri risultino superiori rispetto al dato complessivo del Paese.
Un fenomeno che riguarda anche i nostri territori
Tra i territori coinvolti compaiono anche alcuni comuni lombardi, segno che il fenomeno non riguarda solo alcune aree del Sud Italia, ma attraversa l’intero territorio nazionale, comprese le zone a noi più vicine.
Le richieste di Cgil e Federconsumatori
Di fronte a cifre di questa portata, la ricerca sottolinea l’urgenza di superare l’attuale opacità dei dati: oggi non esiste un quadro completo e accessibile dei volumi di gioco, fisico e online, comune per comune. Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon chiedono la pubblicazione integrale e disaggregata di questi dati, indagini sulla provenienza dei capitali che alimentano il gioco online, limiti più stringenti all’offerta di azzardo e maggiori poteri di regolazione per gli enti locali.
L’impegno dello Spi Brianza
Anche lo Spi Cgil Brianza guarda con attenzione a questo tema, che riguarda da vicino il benessere delle persone anziane e delle famiglie del territorio, spesso tra le più esposte alle conseguenze sociali ed economiche del gioco d’azzardo.
Fonte: elaborazione da Collettiva.it





