22 gennaio 2026
In cinque anni +24% sui beni quotidiani e +34% sulle bollette di gas e luce.
L’Antitrust apre un’indagine
L’Istat ha certificato quello che milioni di italiani hanno modo di verificare ogni giorno: fare la spesa costa sempre di più.
Le proteste che lo Spi, insieme alla Cgil, ha portato nelle piazze per denunciare l’aumento insostenibile del carovita e chiedere al Governo Meloni di affrontare finalmente i reali problemi del Paese, non erano strumentali e trovano conferma nei dati pubblicati dall’istituto di statistica.
Tra il 2021 e il 2025 i prezzi in generale sono aumentati del 17,1%, ma i prodotti che compriamo tutti i giorni — cibo, detersivi, prodotti per la casa — sono saliti del 24%. Una differenza importante, anche perché nello stesso periodo gli stipendi e le pensioni non sono cresciuti allo stesso ritmo.
L’aumento è stato così forte che l’Antitrust ha deciso di aprire un’indagine per capire meglio le cause.
I rialzi non hanno riguardato solo la spesa: i beni energetici, cioè luce, gas e combustibili, sono aumentati del 34,1% nello stesso periodo.
Dove sono aumentati di più i prezzi lo scorso anno
Nel 2025 i rincari hanno riguardato soprattutto:
- alimentari e bevande
- luce, acqua, elettricità e combustibili
- istruzione
- comunicazioni
Al contrario, i prezzi sono scesi o sono aumentati molto meno. in settori come:
- trasporti
- alberghi e ristoranti
- mobili e articoli per la casa
- attività ricreative e culturali
Un problema che tocca da vicino i pensionati
L’aumento dei prezzi colpisce particolarmente gli anziani che vivono solo della loro pensione: i costi della spesa e delle bollette crescono sempre più velocemente rispetto agli adeguamenti annuali, riducendo il potere d’acquisto, e costringendoli spesso a rinunciare ad altri bisogni primari, quali ad esempio le spese sanitarie.


