15 luglio 2026

 

 

Dopo la bocciatura del referendum sulla giustizia e le divisioni della maggioranza di destra sulla legge elettorale, pensionati, anziani e famiglie continuano ad attendere risposte su sanità, pensioni e costo della vita.

 

 

La bocciatura della riforma costituzionale della giustizia nel referendum del marzo scorso aveva già rappresentato un chiaro segnale politico: gli elettori hanno respinto una delle riforme più identitarie del governo Meloni. Ora, a pochi mesi di distanza, la maggioranza registra una nuova battuta d’arresto in Parlamento con il voto contrario all’emendamento sulle preferenze nella riforma della legge elettorale. Due episodi diversi, ma accomunati da un elemento: la crescente difficoltà della coalizione nel portare avanti il proprio progetto di modifica istituzionale e il riemergere di profonde divisioni interne.
Il problema, però, va oltre la cronaca parlamentare. Mentre il confronto politico continua a concentrarsi su riforme costituzionali, legge elettorale e assetti del potere, milioni di cittadini attendono risposte sui temi che incidono concretamente sulla loro vita quotidiana. Pensionati e anziani convivono con l’erosione del potere d’acquisto delle pensioni, le liste d’attesa nella sanità pubblica restano insostenibili, cresce il bisogno di assistenza per la non autosufficienza e il costo della vita continua a pesare soprattutto sui redditi più bassi. Sono queste le priorità che dovrebbero occupare il centro dell’azione di governo, ben più delle continue tensioni interne alla maggioranza.

 

 

 

I problemi reali restano sullo sfondo
Da mesi il confronto politico è dominato da riforme istituzionali, legge elettorale, premierato e assetti del potere. Temi certamente importanti per il funzionamento delle istituzioni, ma che non incidono direttamente sulle difficoltà quotidiane delle famiglie.
Intanto aumentano le preoccupazioni per il costo della vita, le liste d’attesa nella sanità pubblica continuano a essere troppo lunghe, cresce la fatica di chi vive con una pensione modesta e molte persone anziane rinunciano alle cure o alle visite specialistiche a causa dei costi o dei tempi di attesa.
Sono queste le emergenze che milioni di cittadini si aspettano di vedere affrontate con urgenza.

 

 

 

Pensionati e anziani attendono risposte
Per i pensionati la situazione economica resta difficile. L’inflazione degli ultimi anni ha ridotto il potere d’acquisto delle pensioni, mentre le spese per energia, alimentazione e assistenza continuano a incidere pesantemente sui bilanci familiari.
A questo si aggiungono le criticità della sanità pubblica: visite specialistiche sempre più difficili da ottenere nei tempi previsti, carenza di medici di famiglia, servizi territoriali ancora insufficienti e un sistema di assistenza alla non autosufficienza che necessita di maggiori risorse.
Sono temi che incidono concretamente sulla qualità della vita delle persone, molto più delle discussioni sulle regole elettorali.

 

 

 

Servono scelte che guardino al Paese
Il confronto politico è parte della normale dialettica democratica. Tuttavia, quando le tensioni interne alla maggioranza finiscono per monopolizzare il dibattito pubblico, il rischio è che vengano rinviate le decisioni necessarie per affrontare le vere priorità del Paese.
L’Italia ha bisogno di politiche che rafforzino il Servizio sanitario nazionale, contrastino la perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, sostengano la non autosufficienza e riducano le disuguaglianze sociali.

 

 

 

Le priorità devono tornare al centro
Come Spi Cgil continuiamo a ritenere che la politica debba misurarsi innanzitutto con i problemi concreti delle persone.
Le discussioni sulle regole istituzionali non possono sostituire il confronto sulle condizioni di vita di milioni di cittadini. Pensionati, anziani e famiglie chiedono risposte su redditi, sanità, assistenza e servizi pubblici, non un confronto permanente sugli equilibri della maggioranza.
Per questo è necessario riportare al centro dell’agenda politica le questioni sociali ed economiche che incidono ogni giorno sulla vita delle persone. È da qui che si misura la capacità di un governo di rispondere ai bisogni del Paese.