24 Luglio 2026

 

 

Spi Cgil, Federconsumatori e LiberEtà lanciano una mobilitazione nazionale per difendere il potere d’acquisto di pensionati e famiglie. Al centro le richieste di interventi su pensioni, prezzi, bollette e fisco.

 

 

Fare la spesa, pagare le bollette, acquistare i farmaci, arrivare alla fine del mese. Per milioni di pensionati e famiglie italiane quello che fino a pochi anni fa era normale è diventato sempre più difficile. L’aumento del costo della vita continua infatti a erodere il potere d’acquisto, colpendo soprattutto chi vive di pensione o di un reddito fisso.
Per questo lo Spi Cgil e Federconsumatori, con la media partnership del mensile LiberEtà, hanno lanciato la campagna nazionale “E io pago”, un’iniziativa che punta a denunciare gli effetti del carovita e a chiedere interventi concreti per restituire dignità economica a cittadini e famiglie.

 

 

Il peso del caro vita
I numeri descrivono una situazione sempre più difficile. Ogni famiglia sostiene in media oltre 1.200 euro di spese in più all’anno, mentre il potere d’acquisto dei redditi fissi continua a diminuire. Dal 2021 pensionati e lavoratori hanno perso oltre il 10% del proprio potere d’acquisto, con conseguenze sempre più pesanti sulla qualità della vita.
Una condizione che rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze sociali e di spingere un numero crescente di persone verso la povertà.

 

 

Le richieste al Governo
Per Spi Cgil e Federconsumatori non sono più rinviabili misure strutturali per contrastare il carovita.
Le due organizzazioni chiedono innanzitutto una riduzione dell’IVA sui beni alimentari essenziali, sui farmaci e sui prodotti per la cura della persona, così da alleggerire il peso della spesa quotidiana.
Sul fronte energetico, viene sollecitata una profonda riforma del sistema di formazione delle tariffe, separando il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas e limitando gli effetti delle speculazioni finanziarie. Tra le proposte figurano anche il rafforzamento dei bonus sociali e una revisione degli oneri di sistema, trasferendo parte dei costi sulla fiscalità generale.

 

 

Pensioni da rivalutare e fisco più equo
La campagna pone inoltre al centro il tema della tutela delle pensioni.
Spi Cgil e Federconsumatori chiedono il ripristino della piena rivalutazione degli assegni pensionistici in base al reale aumento del costo della vita, l’estensione della quattordicesima ai pensionati con i redditi più bassi, una riduzione della pressione fiscale sulle pensioni e l’innalzamento della no tax area.
L’obiettivo è costruire una riforma fiscale più equa, capace di sostenere i redditi medio-bassi, quelli che negli ultimi anni hanno subito maggiormente gli effetti dell’inflazione.

 

 

Informazione, tutela e mobilitazione
La campagna “E io pago” non si limiterà a denunciare gli effetti dell’aumento dei prezzi. Attraverso iniziative sul territorio, materiali informativi e strumenti di tutela, Spi Cgil e Federconsumatori intendono offrire ai cittadini un supporto concreto per conoscere i propri diritti e affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà economiche.
Difendere il potere d’acquisto significa infatti tutelare la qualità della vita delle persone, contrastare l’aumento delle disuguaglianze e rafforzare la coesione sociale. Una sfida che riguarda l’intero Paese, ma che pesa in modo particolare su pensionate e pensionati, sempre più esposti agli effetti del caro vita.