26 giugno 2026
Dopo un lungo periodo caratterizzato da profonde divisioni, le tre Confederazioni presentano una proposta comune per rinnovare il sistema delle relazioni industriali. Al centro salari, rappresentanza certificata, lotta ai contratti pirata, sicurezza e formazione.
Per la prima volta dopo molti anni Cgil, Cisl e Uil tornano a presentare una proposta unitaria per riformare il sistema delle relazioni industriali. Un fatto politico e sindacale di grande rilievo che segna la ripresa di un percorso comune tra le tre Confederazioni e rilancia il ruolo della contrattazione collettiva come strumento fondamentale per tutelare lavoratrici e lavoratori.
La proposta, presentata alle principali associazioni datoriali, punta alla definizione di un nuovo accordo quadro capace di aggiornare regole ormai superate e di affrontare le profonde trasformazioni del mondo del lavoro, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, passando per la transizione ecologica.
Contratti nazionali più forti e salari da difendere
Uno dei punti qualificanti del documento riguarda il rafforzamento del contratto collettivo nazionale, che viene confermato come il principale strumento di tutela dei diritti e delle condizioni economiche dei lavoratori.
L’obiettivo è garantire il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, messo a dura prova dall’inflazione degli ultimi anni. Gli aumenti salariali dovranno tenere conto non solo dell’andamento dei prezzi, ma anche delle trasformazioni organizzative e produttive dei diversi settori. Accanto al contratto nazionale, la proposta valorizza anche la contrattazione aziendale e territoriale per affrontare temi come produttività, organizzazione del lavoro, sicurezza e welfare.
Basta contratti pirata
Tra gli aspetti più innovativi figura la richiesta di certificare la rappresentanza sindacale attraverso criteri oggettivi: il numero degli iscritti e i voti ottenuti nelle elezioni delle RSU.
In questo modo sarà possibile individuare con certezza le organizzazioni realmente rappresentative, contrastando il fenomeno dei contratti pirata, spesso sottoscritti da sigle prive di un reale consenso e caratterizzati da salari e tutele inferiori rispetto ai contratti maggiormente rappresentativi.
La proposta prevede inoltre di estendere la presenza delle RSU anche nelle aziende di dimensioni più ridotte, rafforzando la partecipazione democratica nei luoghi di lavoro.
Formazione e sicurezza diventano diritti
Il documento dedica ampio spazio anche alla formazione continua, considerata un diritto universale indispensabile per affrontare le sfide poste dall’innovazione tecnologica. L’obiettivo è garantire ad ogni lavoratore almeno quaranta ore annue di formazione durante l’orario di lavoro.
Grande attenzione viene riservata anche alla salute e sicurezza, con il rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, maggiori investimenti nella prevenzione e una più diffusa cultura della formazione.
Più partecipazione nelle scelte delle imprese
La proposta punta infine ad ampliare gli strumenti di partecipazione dei lavoratori alle scelte organizzative e strategiche delle imprese, soprattutto nelle fasi di innovazione e cambiamento. Un modello di relazioni industriali che mira a rendere il lavoro non solo più tutelato, ma anche più coinvolto nei processi decisionali.
Un segnale importante di unità
Oltre ai contenuti, assume particolare rilievo il metodo. Dopo anni di percorsi separati, Cgil, Cisl e Uil tornano infatti a presentarsi con una piattaforma condivisa su temi centrali per il futuro del lavoro. Un segnale importante di ritrovata unità sindacale che rafforza il confronto con le associazioni datoriali e rilancia il ruolo delle parti sociali nella definizione delle regole del mercato del lavoro.
Per milioni di lavoratrici e lavoratori, ma anche per i pensionati che vedono nella qualità del lavoro e dei salari una condizione essenziale per la tenuta del sistema previdenziale e del welfare, questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso un modello di relazioni industriali più equo, trasparente e democratico.




