28 gennaio 2026
Crescita nominale dei salari più lenta dell’inflazione, forti disuguaglianze di genere e territoriali e l’urgenza di rendere più frequente la contrattazione. È il quadro che emerge dalla presentazione della “Analisi dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti italiani”, presentata dall’Inps alla presenza dei segretari generali di Cgil e Uil Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri e del segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli.
Dall’analisi emerge che tra il 2014 e il 2024 le retribuzioni medie dei lavoratori privati (esclusi i domestici) sono cresciute nominalmente del 14,7%, mentre quelle dei pubblici dell’11,7%, comunque inferiori all’inflazione.
Nel 2024 la retribuzione media annua dei dipendenti privati era 24.486 euro, quella dei pubblici 35.350 euro. Considerando solo le retribuzioni contrattuali tra 2019 e 2024, il gap tra aumento nominale dei salari e inflazione supera 9 punti percentuali.
“Non possiamo più rinnovare i contratti ogni tre-quattro anni, serve una contrattazione quasi annuale per garantire il recupero dell’inflazione”, ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
“C’è anche un tema fiscale: il drenaggio fiscale ha determinato una perdita reale del potere d’acquisto dei salari. Quando aumenta il lordo, non aumenta il netto e si pagano più tasse.
Negli ultimi due anni le retribuzioni reali hanno registrato una ripresa grazie al rallentamento dell’inflazione e ai rinnovi contrattuali tardivi – ha aggiunto Landini – ma permangono forti disuguaglianze di genere e territoriali.
Serve rafforzare i contratti nazionali e la redistribuzione della ricchezza prodotta”.
Bisogna stimolare il rinnovo dei contratti ed agganciare automaticamente i salari ai rinnovi contrattuali. La proliferazione dei contratti pirata ostacola la redistribuzione della ricchezza e la produttività.
Serve rafforzare la rappresentanza e tornare almeno a una contrattazione biennale”, ha aggiunto.
I dati Inps evidenziano che nel privato le donne continuano a percepire circa il 70% della retribuzione media degli uomini: nel 2024 hanno guadagnato 19.833 euro contro i quasi 28.000 euro degli uomini.
Con il rinnovo dei contratti nazionali, si deve produce effetti concreti sul potere d’acquisto, sia nel privato sia nel pubblico, e va integrato con la contrattazione decentrata territoriale, di filiera e aziendale.
Dallo studio emergono anche forti differenze territoriali: nel Nord Ovest la retribuzione media è 28.852 euro, nel Nord Est 25.723 euro, al Centro 23.850 euro, nel Sud 18.254 euro e nelle Isole 17.898 euro.
Quindi è evidente che i dati confermino quello che noi sosteniamo da tempo, ovvero che c’è la necessità di recuperare la perdita del potere d’acquisto.




