22 Agosto 2026
Dai giovani campioni di un’Italia multiculturale alle promesse mancate sulle pensioni, dalla solitudine dei caregiver al boomerang europeo sui migranti. E mentre caldo e siccità presentano un conto sempre più pesante, a Gaza continua una tragedia che il mondo non riesce a fermare.
Anche nella settimana di Ferragosto la realtà non va in vacanza. Le notizie dal 15 al 21 agosto raccontano un’Italia piena di contraddizioni: giovane e multiculturale nello sport, ma ancora incapace di garantire pensioni giuste, servizi adeguati e sostegno a chi si prende cura delle persone più fragili. Sullo sfondo, la crisi climatica, le tensioni europee sui migranti e il dramma di Gaza.
15 agosto – Il diritto alla festa vale anche per chi lavora
Ferragosto ha riproposto il tema delle aperture di negozi e centri commerciali nei giorni festivi. In Toscana la Filcams CGIL ha proclamato lo sciopero nel commercio, mentre iniziative analoghe si sono svolte in altre regioni.
La questione va oltre gli orari dei negozi: riguarda il valore del tempo. Anche chi lavora nel commercio ha diritto a trascorrere una giornata di festa con la propria famiglia. Il riposo festivo non è un privilegio, ma una conquista sociale.
16 agosto – La sanità non può andare in ferie
Durante l’estate la riduzione del personale per le ferie si somma alle carenze strutturali degli organici, mentre caldo e invecchiamento della popolazione aumentano la pressione sui servizi di emergenza.
Non possiamo continuare a chiedere a medici, infermieri e operatori di compensare con il proprio sacrificio ciò che manca in personale e organizzazione. La sanità pubblica deve tornare a essere una priorità, rafforzando ospedali e medicina territoriale.
17 agosto – Quei volti raccontano il meglio dell’Italia
Atletica e nuoto hanno regalato all’Italia decine di medaglie europee. Ma a colpire sono anche i volti dei protagonisti: ragazzi e ragazze con origini e storie familiari diverse, uniti dalla stessa maglia azzurra.
Sono l’immagine di un Paese che è già cambiato. Giovani nati o cresciuti in Italia, figli di famiglie arrivate da altri luoghi del mondo, gareggiano insieme a coetanei italiani da generazioni.
Lo sport ci consegna così una lezione che la politica dovrebbe ascoltare: la multiculturalità non indebolisce l’Italia, può renderla più ricca e più forte.
18 agosto – Pensioni, le promesse mancate. E il conto della crisi climatica
I dati dell’Osservatorio previdenza CGIL mostrano un forte arretramento delle pensioni anticipate. Nel primo semestre 2026 sono state circa 100 mila, contro le 108 mila del 2023, mentre le pensioni di vecchiaia sono cresciute da 94 mila a circa 132 mila.
A pagare di più sono donne e dipendenti pubblici: rispetto al 2023 le anticipate femminili sono diminuite del 14,5%, mentre nel pubblico impiego il calo raggiunge il 31%.
Il governo Meloni aveva promesso il superamento della legge Fornero. Quattro anni dopo, le possibilità di uscita anticipata si sono invece ristrette. Quota 103 è diventata meno conveniente e Opzione Donna è stata prima fortemente limitata e poi non prorogata.
Tra le promesse elettorali e la realtà previdenziale la distanza è ormai evidente.
Nella stessa giornata Collettiva ha richiamato l’attenzione anche sui costi di caldo estremo e siccità. La crisi climatica non è soltanto ambientale: colpisce economia, lavoro e famiglie. E ancora una volta rischiano di pagarne maggiormente le conseguenze i redditi più bassi.
19 agosto – Migranti, il boomerang delle frontiere
Dopo Germania e Svizzera arriva l’Austria, mentre anche Finlandia e Svezia si preparano a trasferire verso l’Italia richiedenti asilo dei quali il nostro Paese è considerato responsabile secondo le regole europee.
È il paradosso della strategia scelta dal governo italiano. Dopo la sospensione temporanea di Schengen con la Spagna, la politica delle frontiere rischia di produrre un effetto a cascata contrario agli interessi del nostro Paese.
L’Italia, proprio perché è uno dei principali punti d’ingresso nell’Unione, ha bisogno di più solidarietà e cooperazione europea, non di nuovi muri. Lo scontro con gli altri Paesi può produrre qualche consenso immediato, ma rischia alla lunga di lasciarci più soli.
20 agosto – L’estate senza ferie dei caregiver
Sono circa 12 milioni gli italiani che prestano gratuitamente aiuto a parenti, amici o vicini e 4,4 milioni i caregiver familiari conviventi.
D’estate la loro situazione diventa ancora più difficile: centri diurni e servizi possono rallentare, trovare sostituzioni nell’assistenza domiciliare diventa complicato e il caldo aumenta bisogni e costi.
Per chi assiste giorno e notte un familiare non autosufficiente le ferie non esistono.
Questo enorme lavoro di cura non può continuare a essere considerato una questione privata delle famiglie, e soprattutto delle donne. Servono sostegni economici, servizi domiciliari, assistenza territoriale, possibilità di sollievo e tutele previdenziali. Chi si prende cura degli altri non può essere lasciato solo.
21 agosto – Gaza, quanto sangue deve ancora scorrere?
A Gaza ogni settimana sembra superare la precedente per numero di vittime e gravità della crisi umanitaria. Morti, feriti, bambini, famiglie distrutte, fame e mancanza di acqua e medicinali continuano a segnare la vita della popolazione civile.
Non possiamo dimenticare l’orrore dell’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre e la sorte degli ostaggi. Ma nulla può giustificare la punizione collettiva della popolazione palestinese.
Servono un cessate il fuoco, l’ingresso degli aiuti umanitari e il rispetto del diritto internazionale, insieme a una prospettiva politica che riconosca a israeliani e palestinesi il diritto di vivere in pace e sicurezza.
Di fronte alla sofferenza dei civili, il silenzio non può essere una scelta.
Quale Italia vogliamo essere?
Le notizie di questa settimana ci mostrano due immagini del Paese.
Da una parte i giovani atleti italiani, diversi per origine ma capaci di sentirsi parte della stessa squadra: l’immagine di un’Italia aperta e plurale. Dall’altra, pensionati costretti a lavorare più a lungo, caregiver lasciati soli, una sanità in affanno e una politica migratoria che rischia di trasformarsi in un boomerang.
E poi Gaza, che ci ricorda quanto sia pericoloso abituarsi alla sofferenza degli altri.
La politica dovrebbe ripartire da qui: pensioni giuste, sanità pubblica, sostegno alla non autosufficienza, tutela dell’ambiente, solidarietà europea e pace.
Perché, dallo sport alle pensioni, dai caregiver ai migranti fino a Gaza, la domanda è sempre la stessa: quale società vogliamo essere?
Una società, noi crediamo, nella quale nessuno venga lasciato indietro.
A cura della redazione SPI CGIL Brianza




