16 Luglio 2026
La decisione di ASST Brianza di esternalizzare la gestione degli Ospedali di Comunità di Giussano e Limbiate preoccupa i sindacati: a rischio qualità dell’assistenza, diritti dei lavoratori e ruolo della sanità pubblica territoriale.
Gli Ospedali di Comunità di Giussano e Limbiate saranno gestiti attraverso un appalto a soggetti privati. Una decisione assunta da ASST Brianza che ha suscitato la netta contrarietà di CGIL, CISL e UIL, insieme alle rispettive categorie della sanità e dei pensionati, che denunciano sia il merito della scelta sia il metodo con cui è stata assunta. La questione è stata al centro dell’incontro del 9 luglio tra l’Azienda sanitaria e le organizzazioni sindacali. La decisione era stata comunicata solo marginalmente durante un precedente incontro del 10 giugno, quando la procedura di esternalizzazione era già stata avviata, senza alcun confronto preventivo con le parti sociali.
Una risposta che non affronta il vero problema
ASST Brianza ha motivato la scelta con la grave carenza di personale, in particolare infermieristico, precisando che resterà pubblica la titolarità delle strutture mentre saranno affidati all’esterno i servizi assistenziali. Una spiegazione che non convince le organizzazioni sindacali.
Per CGIL, CISL e UIL la cronica mancanza di medici e infermieri è un problema noto da tempo, ma non può essere risolta trasferendo ai privati la gestione di servizi fondamentali della sanità territoriale: la strada da percorrere è quella di investire sul Servizio sanitario pubblico, assumere personale stabile e valorizzare le professionalità già presenti.
Diritti dei lavoratori e qualità delle cure
Le maggiori preoccupazioni riguardano le condizioni di lavoro e la qualità dell’assistenza.
Secondo la nota unitaria, il personale impiegato negli Ospedali di Comunità potrebbe essere assunto con contratti diversi da quello della sanità pubblica, come quelli delle cooperative sociali o di Uneba, con salari inferiori e minori tutele. Una situazione che rischierebbe di creare lavoratori con diritti differenti pur svolgendo le stesse mansioni e di favorire un’ulteriore precarizzazione del lavoro sanitario.
Per i sindacati, inoltre, l’esternalizzazione rischia di compromettere la continuità assistenziale e il controllo pubblico su servizi che rappresentano uno degli elementi fondamentali della riforma della sanità territoriale prevista dal PNRR.
Un presidio fondamentale per gli anziani
Gli Ospedali di Comunità sono strutture pensate per accogliere pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere intensive, ma che hanno ancora bisogno di assistenza sanitaria e riabilitativa prima del rientro a domicilio.
Per gli anziani, per le persone fragili e per i malati cronici rappresentano un tassello essenziale della rete di assistenza territoriale. Per questo lo SPI CGIL considera indispensabile che tali servizi rimangano saldamente all’interno del sistema sanitario pubblico, con personale adeguatamente formato, stabile e tutelato.
Avviato un monitoraggio
Al termine dell’incontro le parti hanno concordato l’istituzione di un calendario di verifiche periodiche. Sono previsti incontri trimestrali per monitorare l’andamento dell’esternalizzazione e verificare che la qualità dell’assistenza e i diritti dei lavoratori non vengano compromessi.
Per CGIL, CISL e UIL resta però una convinzione di fondo: la carenza di personale non si risolve privatizzando i servizi, ma rilanciando gli investimenti nella sanità pubblica e rafforzando l’assistenza territoriale, affinché gli Ospedali di Comunità possano svolgere pienamente il loro ruolo di presidio di prossimità al servizio dei cittadini e, in particolare, della popolazione anziana.
Firmare per una sanità pubblica più forte
La vicenda degli Ospedali di Comunità di Giussano e Limbiate conferma quanto sia urgente rafforzare il Servizio sanitario nazionale, investendo sul personale, sui servizi territoriali e sull’universalità delle cure. È anche per questo che la CGIL ha promosso una Legge di iniziativa popolare per il diritto alla salute, con l’obiettivo di rilanciare la sanità pubblica, ridurre le liste d’attesa, garantire un’assistenza di prossimità realmente accessibile e assicurare risorse adeguate al sistema sanitario nazionale. Lo SPI CGIL Brianza invita cittadine e cittadini a sostenere questa proposta firmando la legge di iniziativa popolare: un gesto concreto per difendere un diritto fondamentale e costruire una sanità pubblica più forte, vicina alle persone e capace di rispondere ai bisogni, soprattutto degli anziani e dei più fragili.
(Qui puoi firmare la proposta di legge)




